GOLFERS' TIME
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AUSTRALIA

Nella primavera del 2009 ad Alfie Caputo e Bob Bongiorno, due mattacchioni italo-australiani, venne in mente di creare un percorso singolare nel Nullarbor Plain, lungo Eyre Highway, l’autostrada che attraversa il Western Australia e il Central Australia. Chiamarono Robert Stock, dall’Inghilterra, e videro quello che era possibile fare.

I lavori non durarono a lungo, tanto che già il 22 ottobre 2009 fu ufficialmente aperto il Nullarbor Links (ma qualcuno aveva cominciato a giocarvi già da agosto). Il percorso in questione ha 18 buche, per una lunghezza di 5840 m, è un par 72. Cos’ha di strano? E’ che le 18 buche sono disseminate su ben 1365 km, alcune distano tra loro “solo” 22 km, per altre bisogna percorrere quasi un centinaio di chilometri. In realtà non stiamo parlando un percorso a sé, costruito apposta, ma risultato della collaborazione di 13 golf clubs, lungo la Eyre Highway, che hanno messo a disposizione alcune loro buche, in genere la prima oppure la prima  e la seconda, che concorrono a formare il Nullarbor Links. Dal punto di vista tecnico il percorso è particolarissimo: ci sono alcune buche in erba, altre completamente in terra (il cosiddetto desert course), altre parte in terra ma con il green in erba, altre ancora interamente in erba sintetica. Davanti a un percorso del genere (che per coprire interamente ci vogliono 3 giorni) qualcuno potrebbe essere entusiasta, altri potrebbero mostrare perplessità (come succede per tutti i campi), ma sicuramente si tratterebbe di un’esperienza unica al mondo.

Non cosa voi ne pensiate del progetto di Alfie Caputo e Bob Bongiorno, ma a me l’idea sembra, embrionalmente, molto interessante: in alcune regioni dell’Europa o degli USA clubs vicini potrebbero mettere a disposizione alcune loro buche per creare un percorso particolare (senza necessariamente raggiungere le distanze del Nullarbor LInks). Potrebbe essere un’idea per sconfiggere l’immobilismo e il conservatorismo estremo che in qualche caso blocca il nostro mondo. Chissà che una idea del genere non possa rivitalizzare il golf da qualche parte e magari attirare sponsor interessati alla novità!

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